Nata due volte

Mi chiamo Elisabetta Chiabolotti, nasco il 2 aprile 1964 a Ponte San Giovanni (PG) e nasco di nuovo il 15 agosto 1987 a Igea Marina (RN), dopo tanti mesi di “gestazione” a Trevi (PG) .

Scrittrice mio malgrado, perché l’esperienza della rinascita da me vissuta meritava di essere raccontata e non solo verbalmente. Così pensavo e in molti mi incoraggiavano. Una storia bella e avvincente, che fa bene al cuore, all’anima e allo spirito. Determinante per me, ma tanto imponente da dover essere necessariamente condivisa. Così la pubblicazione nel 1994 di “Da un lungo sonno” Editrice Rogate, che a edizione ultimata, non poteva andare persa, per cui nel 2016 abbraccia “…e poi ?” Bertoni Editore. Un libro che non solo si specchia, ma interagisce con l’altro.

Il passato che si fonde col presente nel desiderio di un domani.

La mia storia raccontata ai ragazzi

La collaborazione con l’associazione “Gli amici di Luca” di Bologna (per il progetto divenuto realtà della “Casa dei risvegli Luca De Nigris”, struttura in cui sono riabilitati giovani durante e dopo il coma) e la formazione professionale di Operatore in rieducazione psicologica, mi hanno portato a rileggere l’esperienza del coma da me vissuta e il conseguente completo recupero ed a proporla ai ragazzi (13-20 anni, età più a rischio incidenti) in maniera interattiva, così da renderli quasi protagonisti della vicenda. Una testimonianza diretta, che suscita in loro un forte impatto provocando vari e profondi spunti di riflessione. Questo è il riscontro avuto in seguito agli ormai numerosi incontri in scuole, centri giovanili o in qualsiasi ambito sia stata invitata e credo sarebbe interessante, che in più possano “avvalersi” della mia esperienza.

Una vicenda insolita, ma quanto mai reale e concreta, perché è accaduta a me alla loro età.

L’obiettivo è di sensibilizzare i giovani verso il problema del coma e predisporli alla prevenzione dello stesso. Vicende simili alla mia, magari per altre cause (droga, anoressia, ecc.), che richiedono una grande prova di forza di volontà per uscirne, possono essere molto vicine e sentite dai giovani e dagli adolescenti.

Il messaggio che cerco di trasmettere, senza “dolorismi” ad effetto e senza autocommiserazione, è quello della gioia di vivere, del grande amore magari inconsapevole, che ti unisce alla vita in ogni sua espressione, soprattutto quando poi ti rendi conto che tutto ciò che ritieni normale sta sfuggendo completamente alla tua volontà. Il lavoro più duro e faticoso, ma senz’altro più meraviglioso è quindi riappropriarsene.

Se vuoi propormi di venire a raccontare la mia storia scrivimi un’email a bettabula@libero.it.

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